martedì, 23 giugno 2009, 00:07

.Lunatici nati


Sono la prima lunatica ad affacciarsi sulla mia vita.
Quindi posso dire di saper individuare altri miei simili. E ne scorgo tanti, troppi. E' tanto chiedere di mostrare almeno del rispetto per chi comunque finisce col stare intorno a loro?
Sinceramente sono seccata e rattristata dall'essere maltrattata dagli umori altrui. Ho l'impressione di passare per una sorta di regina dei ghiacci, tutto perchè me ne sto in disparte solitamente e preferisco ascoltare piuttosto che parlare di me.

Certe volte credo di non essere portata per il grigio.
Prima ero nero, ora sono bianco. Ero aggressiva e polemica; ora finisco col passare per sciocca, ingenua più di quanto in realtà sia. Tutto perchè temo di far terra bruciata.
Ma comunque non ho nessuno di importante a cui stringere la mano per sentirmi meno incompresa, nè vestita di un colore nè vestita dell'altro.

lunedì, 11 agosto 2008, 21:14

.Piccoli piaceri.


Ci sono quei piccoli piaceri che rendono la tua giornata indimenticabile.
Un giorno come molti, senza particolarità se non un dettaglio. Qualcosa che magari farebbe storcere il naso ai più. Mi sento io sciocca per sentirmi bene per così poco.

Ho letto un libro e dopo giorni sono col sorriso sulle labbra, ho addirittura saputo pensare ottimisticamente. Non si tratta di autori preferiti, era qualcosa che aspettavo senza troppa ansia - giusto uno spillo sottile che vuole ricordarti che magari ci sarebbe qualcosa ad attenderti se ti va.

Sono sempre stata troppo empatica quando si tratta di letture, dai libri ai fumetti, ma qualche volta anche alle pellicole cinematografiche - ma queste ultime senza troppe pretese, una brezza passeggera capitata al momento giusto, nulla più.
All'inizio è stata dura, non perchè mi immedesimassi fin troppo col personaggio principale - evento strano - ma perchè la sua vita, le sue riflessione, la sua storia, il suo cuore gettavano colate di olio bollente sul mio di cuore. Con poco metteva a nudo tutti i miei nervi scoperti, tutto ciò che ho sempre desiderato nella vita. Che in fondo è poco: qualcuno da amare.
Poi mi sono lasciata andare ancora di più, dimenticando anche lo studio per un paio di giorni per evitare quelle lacrime traditrici che cantavano solerti ' tu non sai vivere e non lo hai mai fatto '.
E così arrivata in fondo mi sono resa conto di essere diventata la mia solita anima lettrice, ansiosa per gli sviluppi, addolcita per un pò di sorrisi e parole leggere, triste per qualche intoppo.
Ho chiuso tutto soddisfatta, con un eco di malinconia perchè era tutto finito, con la speranza che ce ne sia ancora. E poi sono uscita dallo stato empatico e ho rimesso i piedi per terra, era notte e ho chiuso gli occhi. Sta mattina ero serena.

Sono la prima a trovarmi un pò ridicola a commuovermi, arrabbiarmi, gioire per una lettura ma davvero mi basta poco. Forse è proprio perchè non so vivere troppo bene nel mondo che i surrogati rivestono importanza.
Per un pò mi piace calarmi nei panni di qualcun altro, leggere nero su bianco qualcun altro, dimenticare me sempre la stessa, assaporare i pensieri di altri, ottenere i miei sogni.
Le letture sono per me introspettive e io mi ci calo con tutto quello che ho, ma so distinguere tra finzione e realtà per lo meno. Ecco perchè rimane quella macchia di amarezza che mi permette di dire ' solo nei libri può succedere, in questo modo.. Solo qui un vero happy ending '.

Ma cavolo, io non ci credo che nessun altro possieda un millimetro quadro di cuore sognatore che si lascia soggiogare per qualche ora, un piccolo buco nero affamato di semplicità e piccoli brividi.

Non importa, oggi ho gli occhiali dalle lenti rosa.

" And then we continued blissfully into this small but perfect piece of our forever. "

Scritto da nonnetta in citazioni, manie, essere, dall anima a voi
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giovedì, 10 luglio 2008, 18:01

Preferire e sopportare


" Preferisco vivere i miei sogni piuttosto che sognare la mia vita ".

La seconda opzione probabilmente mi lascia l'amaro in bocca.
La prima è più naturale. Aria per i polmoni incatramati da troppa realtà, da una mente pessimistica che butta giù da sè i suoi castelli in aria, ma soprattutto le sue prospettive di vita - ogni minima possibilità. Si tratta di non tentare nemmeno di volersi creare una strada, soltanto di avere un modo per sopportare quello che ci costeggia.

Quando ero più piccina, pensare all'università - il primo modo per allontanarsi dal nido familiare spesso tristemente angosciante - era il sogno nascosto dietro ogni pensiero. Mi dava la forza di sopportare i miei difetti, le mie carenze caratteriali e affettive, le persone che consideravo 'amiche', le ristrettezze mentali. Poi, passate l'ansia e la paura del salto, i cambiamenti sono stati infruttuosi e si è creata una nuova routine fatta sulle ossa del vecchio mondo.

Ci sono troppi sbalzi, le lenti rosa dei famosi occhiali non servono nemmeno a crare un alone di attesa spasmodica in un domani sopportabile.
Che cosa abbiamo ad attenderci al risveglio dal sogno? Cosa potrebbe riuscire a destare la bella addormentata?

Per ora, preferisco il mio rifugio rivestito di piccolezze.

<< In such a dead world, Amelie prefers to dream until she's old enough to leave home >> .

lunedì, 07 luglio 2008, 00:08

Spirale cieca


Seduti a tavola, in piedi per la strada, appoggiati per stare comodi, su una panchina o su un marciapiede.
Filo conduttore, il mangiare.

Luogo comune, io che devo tenere gli occhi bassi o guardare altrove perchè non riesco a sopportare di osservare chi mangia con me.
Trovo in ogni occasione dei dettagli alquanto indigeribili. E' come se davvero fossimo tutti dei cani affamati che ingurgitano senza tempo dalla ciotola, ancora e ancora.

Mi includo anche io, fortunata a non potermi vedere. Se avessi uno specchio so che sarei rivoltata, poichè nemmeno io riesco a possedere grazia e calma.
Amo mangiare, vengo accontentata nei miei gusti. Ho dunque motivi per volerne sempre più, perchè mentre mando giù è come se non potessi scrivere la parola fine.

Per piacere, per ansia, perchè non resisto a guardare senza darmi da fare anch' io.
Nulla di classificabile come 'salutare'. Mix compatti e calorici. Poi lacrime di coccodrillo che non riescono comunque a redimermi.

E non mi salva il fatto di prendere piccoli bocconi per me, di salvare grandi fette per chi condivide con me. Infatti, so che nel profondo lo faccio perchè mi aspetto di essere ricambiata e che dunque finisca io con l'avere di più. Ma nessuno mi concede quasi mai questa cortesia.
E finisco con l'innervosirmi. Nonostante mi alzi sempre da tavola - figurata e non - più che sazia, quasi pronta a rotolare per inerzia.

" Eppure non sembri per niente golosa. "
Non avevo mai riflettuto sui rapporti che mi legano al cibo. E' un altro mio vizio che racchiude la mia solita rabbia facile e la mia tendenza a trovare intoppi.

Ora ho voglia di salato.
Dolce. Salato.
Sprirali cieche.

mercoledì, 25 giugno 2008, 19:16

Punto morto


Si arriva a un punto in cui si depongono le armi.
Sei costretto a farlo.

Nemmeno in casa sei al riparo dal pattume del mondo.
Anzi è la prima fonte di contaminazione.

Non è il solito cliché - o forse si, non spetta a me dirlo - eppure mi rendo conto, stando a pensarci ormai continuamente, che quell'illusione di mondo domestico e familiare è alla base di tutti i buchi neri che si frappongono tra me e quello che vi è lì fuori.
Avere l'ansia, e talvolta il terrore, di scendere le scale e incappare nella sua ira; di trovarsi qualche suo testardo capriccio tra i piedi; continuare ad ascoltare senza sosta mentre critica i più disparati dettagli, le persone importanti.
Fare i conti con un malumore che riduce in pezzi qualunque cosa incontri il suo cammino diventa maledettamente logorante ogni giorno che passa, ogni anno che si va accumulando.

A questo punto non trovo ragione per dover sprecare fiato, per dovermi bruciare gli occhi stando zitta senza vuotare il sacco.
Ci sono troppe menzogne a tappare falle e costruire ponti caduchi. E io non posso essere l'unico guerriero al fronte, l'unico mediatore tra un sordo e un cieco.

Sono arrivata al punto in cui conto le ore alla partenza, al ritorno sui libri, ogni singola volta.
E anche il mio mondo comincia a sbiadire, a non bastare, quando la mente è invasa da problemi troppo vicini.

Vorrei che qualcuno dasse una volta per tutte un benedetto taglio netto.
Ma ho paura delle ceneri che ne resterebero.

domenica, 22 giugno 2008, 14:24

Part of nothing


Non riesco a sentirmi parte di nulla.
Nella gran parte delle occasioni è come se fossi un pesce fuor d'acqua, un pezzettino di puzzle che è finito però nel puzzle sbagliato e vede, sulla scatola, il disegno da completare come qualcosa di estraneo e imponente.

Combatto tutto isolandomi.
Chiusa in casa con i soliti stratagemmi di letture, musiche e film.
Per la strada con gli occhi bassi e il mio mondo immaginario che romba nelle orecchie.

Nella mia stanza mi dico quanto sono stupida.
Là fuori mi assale l'ansia.

Ero in pullman, atterrita dal caldo.
Guardo fuori dal finistrino e improvvisamente, uscita dal nulla, un'oppressione inspiegabile inizia a fare nodi col mio stomaco. Capisco, senza titubanze, che è paura del mondo.

L'ho ricacciata in fondo al mio essere, ma per la prima volta l'ho davvero assaporata e non mi sono mai sentita tanto lontana da me stessa e da tutto.

Quando fuori è diventato là fuori?

venerdì, 13 giugno 2008, 17:25

Segreti che feriscono


Te lo dicono in segreto, bisbigliando e facendoti promettere di tenere le labbra cucite e il cuore non pesante.

La prima volta è un colpo aperto al petto e poi allo stomaco.
Anche se già sapevi - sentivi - che c'era qualcosa di orribile nell'aria.

Le volte dopo sono i dettagli.
Ognuno suona così maledettamente gigante che sorridi. Pare tutto assurdo e non ce la fai a capacitarti di nulla. Ma non puoi nemmeno pensare che possa trattarsi di uno scherzo, sarebbe un' idea schifosa.

Il cuore ti vive perennamente nello stomaco ormai.
Non puoi lasciare indizi, non puoi essere Sherlok Holmes.
E quando ti ritrovi con chi ti ha fatto la soffiata è come se pregassi per avere nuove informazioni.

Ti dicono che non è affar tuo, che non sei stata tu e i guai li risolve chi li comincia.
Ma ti chiedi incessantemente come possa non riguardarti una cosa che una volta scoperta ti manderà in frantumi la vita che fin'ora hai conosciuto.
Lo sanno tutti che finirà male - conoscono le persone coinvolte.

Si continua a sussurrare.
E tu cerchi di arginare.
Sei scontrosa con uno - e ti vengono le lacrime agli occhi perchè gli vuoi troppo bene e non comprendi come una persona che ti sembra buona come il pane possa camminare in quel modo sul filo del rasoio, menzogna dopo menzogna. E' ormai un macellaio.
Sei insistente con l'altra - e appiattisci le orecchie come un cucciolo maltrattato perchè lei non sopporta di essere indirizzata. Sarà un vero macellaio - sulla vera carne, nostra.

Vivi facendo la spola tra la sedia e la finistra, pronta a scorgere la goccia che farà traboccare il vaso.

Poi i bisbigli cessano.
E dopo un pò tu attenui tutti i timori e gli scenari catastrofici dentro di te.
Sei di nuovo gentile come sempre.
Impertinente come al solito.

E poi a ciel sereno, tra un libro e un altro, arriva la chiamata.
" Stai tranquilla. Non so cosa dirti, la bomba ormai scoppierà da un giorno all'altro. Ma almeno tu sarai preparata. Fingi di non sapere niente - solo i diretti interessati saranno al corrente di tutto. E fregatene, fai come al solito ".
" Si ok, non preoccuparti ".
Mentre gli occhi sono pesanti, lo stomaco batte al posto del cuore e pompa acido arido nel corpo.
Ogni scricchiolio ti ghiaccia il sangue nelle vene e l'ansia del citofono ti divora.

Torni a chiederti come sia possibile.
Ti sfiora ancora la rabbia che possa essere uno scherzo di cattivo gusto - ma non ce ne sono ragioni.

Vuoi fermare tutto.
Ma forse non farai in tempo.
E comunque sarebbe solo un ritardare.
E non puoi affrontare di petto nessuno.

Non voglio. Non ce la faccio.
Vorrei fosse un incubo.

Ma perchè non ti sei accontentato?
Perchè non hai mai avuto il fegato di mettere in chiaro le cose?

Non è bello attendere l'apocalisse.
E poi tentare di rialzarsi.
E nel mezzo dire che è tutto ok.

lunedì, 12 maggio 2008, 22:39

We keep saying good bye


Le persone tendono a darsi troppa importanza.

Non è che va in frantumi un cuoricino se qualche volta si dice senza troppi giri di parole che si preferisce stare con qualcun altro, che non c'è molta voglia di stare insieme. Che si vuole stare per i fatti propri.
Magari inizialmente ci sarà un contracolpo che lascia un pò rigidi e malfidenti - delusi, almeno un pizzico. Però l'attimo dopo si realizza, senza sorpresa, che in fondo non è che ce ne importi molto.
Non siamo gli unici individui sulla faccia della terra, è normale e sano vedere persone diverse di volta in volta, avere più di un amico.

Eppure in ogni occasione viene sfoderata una scusa diversa.
Uno se ne accorge subito, o a qualche tempo indeterminato di distanza. Ci sono dei dettagli che tradiscono.
Forse sei tu che sei - o vuoi essere - un pò troppo attento e puntiglioso, non si tratta quindi di una svista dell'altra controparte. O forse vi è stato proprio un faux pas. Non importa. Colpisce solo che si finisce con lo scoprire che sono ogni volta messe in campo delle storiacce non vere.
E sinceramente fa più male rendersi conto di questa realtà.

Una triste realtà che rimescola un pò il mio brusco carattere e mi lascia con un retrogusto di malumore, con la voglia di arrabbiarmi.

Poi ti sgonfi subito come un palloncino.
In fondo non ti interessa più di tanto. Semplicemente si va a sprecare un affare, per il resto non è che ti importa molto delle sorti di certi individui.

Continuiamo ad allontanarci, a mettere vuote parole tra noi.
Continuiamo a dirci addio.
Ma in realtà tutto è andato perduto tempo fa e non vi è mai stata l'illusione di averlo recuperato - nemmeno una minima parte.
Quindi perchè fingere se entrambi ne siamo consapevoli? Non posso pensare che una delle due parti sia così ingenua da poter essere illusa. Nè tanto meno che voglia esserlo.

Mi sento una sentimentalmente deficiente solo a star qui a scriverne.
Tutti questi tentativi mi hanno solo stancato.
Ma voglio mettere in chiaro, in caso di ombre personali, che c'è un divario incolmabile ormai. E non sono interessata a restringerlo. Non mi si offrono motivi per volerlo..


lunedì, 05 maggio 2008, 22:26

Tracce


Non so coltivare nulla.
I semi della speranza li estirpo nel cuore della notte quando incolpo la stanchezza.
E raccolgo polvere.

Peggio di Penelope disfo il lavoro appena fatto. Perchè in realtà io quel lavoro nemmeno lo comincio, mi illudo di compierlo e in realtà sogno di ottenere senza sforzo.
E quando mi rimbocco le maniche è ormai tardi.

Lascio passare troppo tempo.
Quando la voglia torna la strada è divenuta un dissestato sentiero di campagna, e i tentativi di renderlo nuovamente praticabile mi sembrano forzature.

La mia asocialità certe volte mi terrorizza.
Al diavolo tutti.
Ma soprattutto al diavolo me. Perchè a volte non basta stare solo con me stessa.

E dei miei sogni di una vita futura restano tracce immaginarie dipinte all'ombra di una canzone.

sabato, 19 aprile 2008, 23:41

Relazioni deleterie


E' presente molta falsità nei colori delle persone. Un tocco di ipocrisia qualche volta.
Si scorge nei piccoli dettagli, nelle incongruenze captate per sbaglio, in quelle che in seguito capisci essere ' scuse ' .

Non è semplice restare impassibili. Uno prova continuamente, finchè tutte le tessere del domino sono al suolo e tu sei al punto di rottura - amarezza mista a rabbia.

Proprio non so più come prendere le persone. Rischio di perdere le speranze in proposito.
Porte in faccia su tutti i fronti. E logicamente chi ti è più vicino provoca l' incrinatura più profonda.

Lamentarsene non serve, parlarne non serve. Ma non puoi resistere a un piccolo sfogo - senza pretese. Senza bisogno di fare riferimenti, tutto vago. E una strana allegria dissonante appiccicata su tutti i pori con dello sputo simile a bile.
E lo dici : al diavolo - ma solo dentro di te.

E poi sono letargica.
Sarà il tempo.

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About Me
Blogger: Nome: Lucia (Moony)
Intrappolata tra la capacità di sognare dei fanciulli e il dovere di essere adulta e ansiosa. Le parole e i modi di comunicare mi sfuggono, così spesso sono citazioni a presentarmi, quelle che mi inchiodano sul posto con lo sguardo febbricitante.
" Qualcuno diceva: ha qualcosa addosso,come una specie di infelicità.. "
Una sedia e una pila traballante di libri, il mio mondo. Portatile e matita, talvolta una macchina fotografica, le mie ossessioni. Temo gli individui, solitaria e introversa, amo viaggiare. Pigra, lunatica e silenziosa, con qualche complesso e coi cassetti stranamente vuoti di sogni... Incoerente. Malinconica con tendenze di passività.
Si dice di me: << Misteriosa e di poche parole, non si riesce a capire cosa ti passa per la mente nonostante le emozioni ti si leggano in viso. Ci vorrebbe un manuale per decifrarti, sei davvero impossibile delle volte >>.
Love
I manga e gli anime; film e telefilm; libri ed e-books; lo yaoi-slash; internet; il mio portatile; dA; dormire; il mare; l'acqua; i tramonti; i mille volti della luna; l'autunno; le foglie autunalli; le bolle di sapone; i palloncini colorati; appallottolarmi sotto le coperte; ascoltare non-stop una canzone fino allo sfinimento; leggere; fotografare; cucinare; disegnare; fare compere; viaggiare; poter conoscere un pò di lingue; le calzette a righe; le righe; il tulle; la pizza; le polpette; le uova; la pasta; la pasta sfoglia; i rustici; il gelato; la cioccolata; le matite; le candele; gli animali; le cose morbidose e peluchose; il Giappone e il giapponese; i bottoncini delle fanlist; le librerie; le sciarpe; guardare la tv mentre sto al pc e leggo; avvolgere tra le mani un tazzone bollente; quando mi escono delle foto soddisfacenti; osservare le foto appena scatatte nello schermino della macchinetta; la neve fuori e io al caldo in casa; la quiete della domenica mattina; collezionare tazze, orologi e peluche; le cose kawaii; comprare e leggere manga; avere film in dvd originali; avere una copia di ogni libro che leggo; quando mi prende lo schizzo di studiare; riuscire in ciò che mi prefiggo; i toni vintage delle foto; sognare a occhi aperti; trovare una gonna che mi piaccia e stia bene; i cappotti in tessuto; i dettagli; i piccoli gesti; infilare gli anfibi; il grigio; il nero; il verde; il blu; il dark-gothic; i vampiri; la sincerità; la leatà; la solitudine; i lati oscuri; perdermi nel mio mondo; lasciare un segno in chi incontro..
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